Condividi

CONVITTO PALMIERI 
VI edizione

Piazzetta Carducci

Complesso architettonico che comprende spazi espositivi, piazza e biblioteca con sala multimediale e teatrino.

Nel 1904 Lecce dedicò al poeta Giosuè Carducci una piazzetta, dove ancora oggi è possibile ammirare un busto che lo ritrae.
Dietro alla statua si trova l’ex convento Palmieri, edificio in cui oggi ha sede la Biblioteca Galleria dedicata a Nicola Bernardini, giornalista, storico e collezionista di inizio ‘900.
La struttura è stata restaurata da poco, grazie ai lavori del Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo”.
Ciò che vi è qui conservato comprende oggi 117.000 volumi, 275 pergamene, 486 manoscritti, 31 incunaboli, 435 edizioni del XVI secolo.

CASTELLO CARLO V
II – III – IV – V edizione

La storia del castello

Costruito nel XII sec. d.C., come attestano gli scavi nel cortile, il castello di Lecce è noto ai turisti che visitano la città – e agli stessi leccesi – con il nome di Castello di Carlo V poiché la sua definitiva e attuale configurazione è il risultato della ristrutturazione cinquecentesca ordinata dal sovrano spagnolo.

È con l’Imperatore Carlo V che, a partire dal 1537, avviene la ristrutturazione del maniero terminata probabilmente già nel 1553, anno di morte del vicerè Pietro de Toledo, il cui stemma campeggia al centro della volta della Sala Maria d’Enghien. Solo con l’Imperatore Carlo V il Castello diventa emblema della grandezza imperiale e luogo di difesa contro gli attacchi nemici. Con l’Imperatore Carlo V (1519-1556) il castello di Lecce venne munito, insieme alla città, di nuove opere difensive.

Sorto come residenza dei conti di Lecce in età normanna e posto sul lato orientale della città, in corrispondenza delle mura urbane, il castello di età medievale, sulla base degli scavi archeologici effettuati negli ultimi anni, doveva pressoché corrispondere al corpo centrale quadrangolare del castello cinquecentesco, delimitato agli angoli sud-est e nord-est dalle due torri superstiti: la “Torre Maestra/Magistra” e la “Torre Mozza”. Gli ambienti relativi al castello medievale, ubicati sul lato nord e sud, dopo aver subito consistenti modifiche, furono inglobati nell’impianto del XVI sec. Della cinta muraria che doveva collegare le torri restano tracce piuttosto esigue, ma sufficienti per ipotizzarne l’andamento al di sotto del nucleo interno. Delle fasi più antiche del castello, relative al periodo normanno in cui conti di Lecce erano gli Altavilla, non abbiamo documentazione se non una struttura muraria della seconda metà del XII secolo rinvenuta durante gli scavi archeologici effettuati nel cortile. A seguito di politiche matrimoniali, Lecce e il suo territorio passarono agli Enghien e poi agli Orsini del Balzo, che regnarono e vissero a Lecce e nel suo castello. Sulla vita di corte che si svolgeva nel castello nei secoli precedenti l’età orsiniana non si dispone che di esigue tracce. È solo, infatti, a partire dalla morte di Maria d’Enghien, contessa di Lecce, e dal passaggio della Contea a suo figlio Giovanni Antonio Orsini del Balzo, che la documentazione diventa più consistente, consentendo di conoscere il rapporto della famiglia regnante con il castello e il ruolo dello stesso maniero nell’amministrazione del principato.

MUST (Museo Storico della Città Di Lecce)
I edizione

Situato nel centro storico, a ridosso dell’anfiteatro romano, il Must (Museo Storico della Città di Lecce) è stato allestito nel quattrocentesco monastero di Santa Chiara, oggi complesso monumentale di straordinario fascino.

Al suo interno trovano spazio reperti e testimonianze di varie epoche della storia cittadina, dall’Età Messapica e Romana, fino al Cinquecento e al Novecento.

La galleria d’arte contemporanea, invece, offre un’esposizione permanente delle opere dello scultore salentino Cosimo Carlucci.

Luogo di aggregazione cittadino, il Must si propone inoltre come contenitore culturale di mostre temporanee, laboratori didattici e creativi per bambini e famiglie e attività diversificate per sperimentare l’arte in tutte le sue sfumature.